L’essenza di alcuni eventi (da “Fiori di Vaniglia”)

(di Federica Falzone- tratto da “Fiori di Vaniglia”)

I miei pensieri trovano riposo e cuscini di pace quando prendono posto in te, foglio bianco, quando la penna li rende reali e li fa fuoriuscire riordinandoli in fila e in scaffali di istinto e ragione. Si sente tanto e si sente davvero quando si può. Succede perché di sé tutto è chiaro dentro, tutto orienta bene, tutto è stato visto, ripulito e può indirizzare fiero e certo come bussola nell’oscurità dell’ignoto, si sente una risposta sola che proviene dalla pancia, dalla mente, da un angolo remoto del cuore, da un amuleto vitale invisibile ma abbagliante. L’uomo è in grado di cogliere davvero l’essenza di alcune situazioni quando la psiche è libera da ingarbugliate e spesso invisibili matasse.

Ci sono storie, tempeste, uragani, fiori che sbocciano di profumi e colori che pensi mai svaniranno dalla tua mente, ci sono pagine e capitoli della vita che per quanto ti sforzi di non tornare mai più indietro a leggerli saranno presenti nel resto di ogni storia. Ci sono amori che forse sembrano già dimenticati, che sembrano già inesistenti, che sembrano sogni mai accaduti, ci sono amori cancellati e sbiaditi tanto da appartenere soltanto al passato e invece sono sempre lì chiusi nel cuore. Nulla si è perso di quel battito, di quel nome, di quell’abbraccio, di quello sguardo, di quell’incontro sia stato esso il primo, il più lungo, il più breve, il più intenso. Che sia un amore ostacolato, uno tradito, uno ingannato, uno spezzato anche se vola via lontano è sempre dentro di te. Sarà poi la vita a decidere se nel suo viaggio nell’azzurro del cielo sarà spinto da un vento che lo scaglierà prepotente nel punto da cui esso è partito perché è lì il suo luogo per sempre o sarà quel vento che lo spingerà così lontano da farne intravedere solo un puntino fra le nuvole.

Appartenersi, amarsi, dimenticarsi.

E un amore può insegnare e svanire o può volare senza fine, senza riparo, per giorni, anni e decollare quando ormai il suono dello sbattere delle sue ali non è più riconoscibile all’orecchio. Inizia tutto con un incontro,con caute parole, con il poggiarsi di sguardi che scrutano curiosi e ancora privi di conoscenza e nessuno può immaginare che i primi occhi incrociati quel giorno saranno gli occhi amati, gli occhi che incrociandosi parlano.